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Il catechismo sulle pareti/2Dalle Alpi al Mar Ligure/2

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Dalle Alpi al Mar ligure/2

Un primo articolo della serie “Dalle Alpi al Mar ligure”/1, dedicato all’Italia settentrionale ed alla Francia alpina, presentava informazioni e immagini sulle chiese di Nostra Signora del Fontan, Briga/Alpi marittime e Santa Maria Maddalena, Gressan/Valle d’Aosta.

Il presente articolo presenta le chiese e le pitture della Sacra di San Michele, in Valle di Susa/Torino, di Santa Giustina, a Sezzadio/Alessandria, e di Santa Maria di Castello, a Genova.

Un terzo articolo sarà il riflesso di un tragitto che da Baceno/Val d’Antigorio/Verbania a Campochiesa/Savona, passerà dal Duomo di Como e alcune chiese della provincia di Novara, di cui sono ben noti i dipinti medievali : Armeno, Briga Novarese et Momo.


Abbazia Sacra di San Michele, S. Ambrogio di Torino

Da lungo tempo il Piemonte considera la Sacra di San Michele come monumento simbolico della Regione.

Vicina a Sant’Ambrogio di Torino, nei pressi della borgata di San Pietro, l’Abbazia è situata sulla cima del Monte Pirchiriano, a una quarantina di km dalla metropoli di Torino.

Costruita tra il 983 e il 987, l’Abbazia, uno dei più grandi complessi architettonici religiosi di fattura romanica in Europa, si impone per la mole architettonica e il caratteristico profilo all’imbocco della Valle di Susa. Dedita da secoli all’accoglienza dei viaggiatori e pellegrini, la Sacra si trova sulla Via Francigena che, passando per il colle del Moncenisio, congiunge la Francia con l’Italia, Roma e i porti d’imbarco per la Terra Santa.

Nel secolo XII l’Abbazia conobbe il periodo di massimo splendore, ma nel 1622 Roma ne sospese la vita monastica benedettina; due secoli dopo, nel 1836, Casa Savoia incarico’ i Padri rosminiani di custodire il complesso, tuttora affidato alle loro cure.

Passato l’ingresso, lo Scalone dei Morti conduce al Portale dello Zodiaco, che sfocia sul piazzale antistante alla chiesa e presenta varie sculture di segni zodiacali create dal Maestro Nicolao al principio del secolo XII.

Nella chiesa principale dell’Abbazia si trovano interessanti pitture realizzate nel secolo XVI dai pittori Secondo Del Bosco, da Poirino, e dalla sua bottega, nonché da Defendente Ferrari, da Chivasso. In fondo alla chiesa, nel cosiddetto Coro Vecchio, si trovano i sarcofagi di alcuni personaggi reali di Casa Savoia.


Abbazia di Santa Giustina, Sezzadio/Alessandria

La leggenda attribuisce la costruzione della prima chiesa di Santa Giustina, avvenuta nel 722, al re longobardo Liutprando. Nei fatti, all’inizio del secolo XI, il marchese Otberto, degli Aleramici, ricostruì’ l’edificio pre-esistente affidandolo ai benedettini, come risulta da una lapide sul pavimento della cripta.

Nel secolo XVI la chiesa venne affidata a una comunità di oblati. Senonchè, nel 1810, la fondazione monastica venne ceduta da Napoleone ai veterani delle sue guerre. Nel 1863, durante il periodo savoiardo, l’abbazia, che aveva subito grandi trasformazioni, venne venduta ad una persona privata e ai suoi discendenti previo l’impegno di restaurare l’edificio.

Del complesso sacro originario, è rimasta l’abbazia romanica dell’XI secolo con le tre navate e le tre absidi, nonché la torre del XV secolo. Il presbiterio dell’abside centrale è stato rialzato : sulla volta si possono vedere affreschi del primo Quattrocento, come pure sui bracci del transetto settentrionale. La cripta risale al secolo XII e presenta un pavimento in mosaico con la lapide di Otberto.

Oggigiorno, il complesso detto dell’Abbazia di Santa Giustina comprende, oltre all’abbazia stessa, anche la Villa Badia con il suo parco e i fabbricati rurali ottocenteschi dell’azienda agricola.


Chiesa di Santa Maria di Castello, Genova

Gli insediamenti sulla collina di Castello datano dell’epoca pre-romana; verso il V secolo avC venne costruito un oppidum che fu distrutto nel secolo III, poi in epoca romana un castrum che diede il nome alla collina.

Nel 658 il re longobardo Ariperto fondo’ sulla collina di Castello una chiesa di cui non resta gran cosa. Intorno al secolo XI due nobili famiglie genovesi, gli Embriaci e i Di Castello, si installarono sulla collina : i primi lasciarono l’omonima torre, tuttora ben conservata.

Nel secolo XII venne eretta dai maestri Antelami1 una chiesa romanica di cui sono state conservate la facciata, le tre navate, il transetto, le colonne e due delle tre absidi.

Nel 1442 la chiesa venne affidata ai Domenicani; i monaci diedero inizio a una campagna di costruzioni che sfocio’ sulla costituzione di un imponente complesso conventuale.

Tra il quattrocento e il cinquecento fu eseguita la maggior parte della decorazione scultorea e pittorica della chiesa e dei chiostri.

Nel secolo XVII ebbero luogo gli interventi che conferirono a parte del complesso un aspetto barocco-rinascimentale.

La chiesa, oltre alle opere sotto raffigurate a carattere medievale, conserva numerose opere d’arte del seicento/settecento, realizzate da artisti genovesi e italiani, commissionate dalle grandi famiglie nobili genovesi.

A partire dal 1859 e fino al 2013 furono effettuati vari restauri che portarono alla parziale trasformazione del convento in abitazioni civili ; i restauri più recenti, dal periodo post-bellico al secolo XXI, ripristinarono tuttavia alcuni tratti originari della chiesa e del complesso.


1 Corporazione di costruttori della Valle d’Intelvi, sita tra i laghi di Lugano e Como, giunti a Genova verso la fine del secolo XI. Realizzarono tra l’altro la cattedrale di San Lorenzo e la commenda di San Giovanni di Prè.


 

Cosimo Nocera è storico e guida del Museo nazionale di Bangkok. Ha vissuto e lavorato in Italia, Svizzera e in America andina (Perù, Ecuador e Bolivia). Dopo un lungo soggiorno in Asia del Sud-Est, vive attualmente in Svizzera francese.

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