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Ma se ghe penso …In giro per Genova

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Ma se ghe penso …

La città che conta non è una città qualsiasi; è la città dove si è nati, quella dove si ha trascorso l’infanzia, dove si è andati a scuola, dove si ha giocato a calcio in strada, in breve dove ci si è iniziati alla vita.

A quei tempi, Genova era ancora una città industriale, con le fabbriche, la siderurgia, il porto passeggeri, i camalli o portuali, il contrabbando delle sigarette americane, i venditori ambulanti, le compagnie di trallaleroil piccolo Circo stagionale dei Fratelli Travaglia, i casini e le bagasce di via del Campo, la Foce del torrente Bisagno e le relative case dei pescatori, gli ortolani (detti besagnin), le gite della domenica al Righi, le salite (dette creuse), le caramelle da una lira e tanti altri ricordi ora un pò sbiaditi, quasi tutti divorati dal passare del tempo.

Genova non è una città che manifesta spontaneamente le proprie grazie al turista di passaggio; è invece una città tutta da percorrere, annusare e vedere con l’occhio del viaggiatore. Coloro che prendono il tempo di camminare per scoprire il fascino della Città vecchia, dei vicoli o caroggi, di Strada Nuova (oggi via Garibaldi) di via Cairoli con i sontuosi palazzi dell’aristocrazia, del cimitero di Staglieno per gli amatori del marmo e di tanti altri posti più o meno palesi, non si pentiranno della fatica e del continuo saliscendi in certe scalinate e vie di questa città adagiata tra mare e monti.

Ho voluto mostrare non il passato, ma il presente. La serie di immagini che segue è il riflesso di un circuito ideale attraverso Zêna.

In primo luogo è evidente la presenza del mare e del porto, ormai ristrutturato, con la Lanterna 1, il Matitone2, il Porto Vecchio, i Magazzini del cotone3, le strutture immaginate dall’architetto contemporaneo Renzo Piano (ascensore panoramico Bigo, Biosfera4)la chiesa di San Marco al Molo risalente al secolo XII, ma restaurata in stile barocco alla fine del Settecento. Il centro della città vecchia vicino al mare, chiamato Sotorîa (Sottoripa), comprende Piazza Caricamento, costruita nel 1839 per permettere il carico e lo scarico delle merci, nonchè Palazzo San Giorgio (o Palazzo delle compere)5 .

Ci sono poi i caroggi e le creuse, ossia i vicoli e le vecchie scalinate, salite o mulattiere che dalle alture scendevano a valle e costituivano i cammini naturali della gente e delle mercanzie. I caroggi sono per natura stretti dato il poco spazio di cui dispone la città; la loro esiguità serviva anche alla difesa della città contro le incursioni dei pirati. Ai lati delle creuscorrono spesso le alte mura di cinta delle proprietà private ; i cammini sono tradizionalmente pavimentati con mattoni al centro e ciottoli ai lati.

Si possono vedere pure resti medievali della città, come la Torre degli Embriaci, struttura di difesa eretta all’inizio del XII secolo dal console Guglielmo Embriaco, Porta Soprana, una delle porte d’ingresso della città del secolo XII, con la vicina Casa di Colombo, dove visse il navigatore genovese.

Acentro della città vecchia si innalza la cattedrale San Lorenzo6,non lontana dPalazzo Ducale7dai palazzi dei Rolli8dalla parte ottocentesca della città, con Piazza De Ferrari e la fontana, il Teatro Carlo Felice9, il vicino monumento a Giuseppe Garibaldi e la centrale Via XX Settembre.

Ci sarebbe ancora molto da dire e mostrare, ma ci siamo limitati a un giro un po’ spedioChi vuole vederne di più non farà fatica a trovare pane per i suoi denti.

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1 A Lanterna : faro del porto di Genova, simbolo della città. Un primo faro fu costruito nel 1128 sul promontorio di San Benigno, ora integrato al contesto portuale. Dopo le distruzioni belliche del secolo XVI, il faro venne ricostruito nel 1543. Alto 77 m è il secondo faro più alto del Mediterraneo.

2 Il Matitone : immobile d’uffici su 26 piani, alto 108,5 m, costruito nel 1992. Di forma ottagonale, la facciata alterna le tradizionali bande bianche e nere come certi edifici cittadini. E’ stato concepito dagli architetti Mario Lanata e Andrea Messina;

3 I Magazzini del cotone : furono costruiti sotto il nome di Magazzini generali alla fine del secolo XIX per le merci in transito al Molo vecchio; i Magazzini del cotone seguirono nel 1926. Dal 1992 vennero adibiti ad attività culturali e ricreative ospitando anche un centro congressi e delle gallerie con negozi, ristoranti e bar. Sono affiancati dalle gru a suo tempo adibite al movimento delle merci;

4 La Biosfera : struttura sferica in vetro e acciaio che in atmosfera tropicale ospita più di 150 specie animali e vegetali;

5 Palazzo San Giorgio : formato da una parte medievale edificata da Frate Oliverio nel secolo XIII, e una parte rinascimentale del 1570, dotata di affreschi del pittore genovese Lazzaro Tavarone, pure autore dell’affresco rappresentante i balestrieri genovesi davanti a Gerusalemme (1099) visibile in Palazzo Cattaneo-Adorno. A partire dal secolo XV il palazzo passo’ al Banco di San Giorgio, banca di credito, deposito, prestito e giro che esercitava sia la funzione di gestione della  fiscalità e del debito pubblico, sia la raccolta del risparmio e l’emissione di carta moneta. Oggi il Palazzo è sede dell’Autorità portuale di Genova;

6 La Cattedrale di San Lorenzo : venne eretta verso il 1098 su una precedente basilica del V-VI secolo. Dopo l’incendio del 1296, l’edificio venne in parte restaurato e in parte ricostruito nelle forme dell’architettura gotica; tra il 1307 e il 1312 venne completata la maestosa facciata a bande bianche e nere, tipiche di Genova e della Liguria;

7 Palazzo Ducale : già sede del Doge della Repubblica di Genova; il primo palazzo venne costruito nel Trecento. Distrutto da un incendio nel 1777, venne ricostruito in stile neo-classico dall’architetto ticinese Simone Cantoni, da Muggio. Oggi serve da museo e palazzo della cultura;

8 I Palazzi dei Rolli sono un gruppo di palazzi nobiliari che, al tempo della Repubblica di Genova, erano obbligati, sulla base di un sorteggio dalle liste degli alloggiamenti pubblici (dette “rolli“), ad ospitare le personalità che si trovavano a Genova in visita di Stato;

9 Il Teatro Carlo Felice : inaugurato nel 1824, venne costruito su un progetto dell’architetto genovese Carlo Barabino, secondato dal ticinese Luigi Canonica, da Tesserete. Il teatro venne intitolato al re di Sardegna e duca di Savoia Carlo Felice. Bombardato e semidistrutto dai bombardamenti alleati durante la Seconda guerra mondiale, venne nuovamente inaugurato nel 1991.


Cosimo Nocera è storico e guida del Museo nazionale di Bangkok. Ha vissuto e lavorato in Italia, Svizzera e in America andina (Perù, Ecuador e Bolivia). Dopo un lungo soggiorno in Asia del Sud-Est, vive attualmente in Svizzera francese.

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